Articolo a cura della Dott.ssa Caterina Zarotti – Logopedista

Circa l’11-13% dei bambini in età compresa tra i 18 e i 36 mesi presenta un ritardo di linguaggio espressivo e recettivo nei casi più gravi.

Questi bambini sono chiamati “parlatori tardivi”, ma è importante dire  che non tutti i bambini che presentano un ritardo di linguaggio in età precoce svilupperanno successivamente un disturbo di linguaggio; alcuni, infatti, recuperano entro i 4 anni (late bloomers), mentre in altri casi i disturbi possono evolvere in Disturbi Primari di Linguaggio.

COSA SONO I DISTURBI SPECIFICI DI LINGUAGGIO?

Da definizione, i Disturbi Specifici di Linguaggio (o Disturbi Primari di Linguaggio) rappresentano un insieme eterogeneo di quadri sindromici caratterizzati da un disordine in uno o più ambiti dello sviluppo linguistico in assenza di deficit cognitivi, sensoriali, motori, affettivi e di importanti carenze socio-ambientali (Cipriani e Chilosi, 1995).

La prevalenza dei Disturbi Primari di Linguaggio in età prescolare è posta da numerosi autori intorno al 6-8%, mentre in età scolare tale prevalenza scende fino all’1-2%.

È importante valutare precocemente se il linguaggio presenta uno sviluppo tipico o atipico in quanto un Disturbo Primario di Linguaggio può evolvere in un disturbo di apprendimento della lettura, scrittura e/o calcolo nei primi anni scolastici.

QUALI SONO GLI ASPETTI SU CUI I GENITORI DEVONO STARE ATTENTI?

Consiglio di non sottovalutare i seguenti aspetti:

• Familiarità per ritardo o disturbo di linguaggio;

• Otiti ricorrenti e fluttuanti tra il primo e il secondo anno di vita;

• Assenza della lallazione (ripetizione di due o più sillabe), prima vocalica poi consonantica, dai 5 ai 10 mesi;

• Assenza di utilizzazione dei gesti per comunicare a 12-14 mesi;

• Vocabolario inferiore alle 10 parole intorno ai 24 mesi;

• Vocabolario inferiore alle 50 parole e/o assenza di combinazione di almeno due parole ai 30 mesi;

• Assenza o ridotta presenza del gioco simbolico a 24-30 mesi;

• Persistenza di parole idiosincratiche (inintellegibili) dai 30 mesi in poi.

PERCHE’ RIVOLGERSI A UN LOGOPEDISTA?

La Logopedia, nei Disturbi Primari di Linguaggio, lavora sui prerequisiti del linguaggio e sul potenziamento/riabilitazione di
comprensione e produzione del linguaggio del bambino su vari livelli:

  • Fonetico – fonologico (foni, fonemi e combinazione tra essi);
  • Lessicale;
  • Morfologico (struttura delle parole);
  • Sintattico (struttura delle frasi);
  • Pragmatico.

 

UN ULTIMO SUGGERIMENTO…

È molto importante intervenire precocemente ed evitare che un semplice ritardo si trasformi poi in un disturbo più difficile da correggere e che potrebbe condizionare l’apprendimento, le relazioni sociali e talvolta diventare causa di disagio psicologico per il vostro bambino!

Ecco perchè, se a 36 mesi un bambino presenta ancora difficoltà in comprensione e/o nella produzione del linguaggio, vi consigliamo di indagarne le possibili cause, attraverso una valutazione logopedica completa degli aspetti comunicativi e linguistici e se necessario approfondendo con una visita Neuropsichiatrica Infantile (NPI) e con una visita Otorinolaringoiatrica (se necessario escludere problemi uditivi).

Presso il nostro poliambulatorio e Centro Riabilitativo di Ponte Taro di Noceto, in Provincia di Parma, è possibile effettuare visite e trattamenti logopedici per bambini con ritardo nel linguaggio o con disturbi del linguaggi

Se il tuo bambino ha difficoltà nel linguaggio o nell’apprendimento l’estate è il momento migliore per aiutarlo!!! Chiamaci se vuoi maggiori informazioni al 05211401934 o scrivici al 3881486095.