“ Ho la cervicale…” o “ Ho il mal di collo…” Molte volte si sentono queste espressioni per descrivere un dolore a livello del tratto cervicale, all’altezza del collo. Il dolore solitamente parte dal collo, ma da lì si può irradiare alle spalle, ed in alcuni casi anche alle braccia.

Le parole CERVICALE e CERVICALGIA sono usate erroneamente, come sinonimi, per indicare la presenza di dolore al collo, però esse hanno un significato diverso.

Il termine CERVICALE indica il distretto delle prime 7 vertebre del rachide, per l’appunto dette vertebre cervicali. E’ una struttura con caratteristiche anatomiche complesse, costituita da un sistema muscolo-osteo-articolare che permette ampie escursioni di movimento e, nello stesso tempo, ospita e tutela strutture vascolo-nervose di vitale importanza (per esempio arterie, carotidi, vene giugulari) ed è anche la sede del primo tratto dell’apparato respiratorio e digerente e di ghiandole quali tiroide, paratiroidi e salivari.

CERVICALGIA è il termine corretto per definire un dolore al collo, letteralmente ”dolore in sede cervicale”. Bisogna sottolineare che la cervicalgia è un sintomo e non una patologia di per sé: in quanto tale, può essere l’allarme di una varietà di condizioni patologiche sottostanti che richiedono una diagnosi precisa.

Nell’ 80-85% dei casi, all’origine del dolore, c’è un’alterazione non grave, che riguarda le strutture meccaniche che si trovano appunto nella regione delle prime vertebre della colonna: si tratta dei muscoli, dei legamenti, dei dischi intervertebrali e delle articolazioni posteriori che garantiscono sia il movimento (il collo ha un’ampia mobilità per permettere allo sguardo di orientarsi in tutte le direzioni) sia il sostegno (il collo, struttura esile, sostiene la testa che è molto pesante).

Il DOLORE può variare di intensità ed essere circoscritto al distretto cervicale oppure irradiarsi ad una o ad entrambe le spalle fino agli arti superiori.

A seconda della causa le caratteristiche del dolore cervicale e i sintomi associati possono essere diversi (per esempio dolore pungente, profondo, superficiale, scosse, formicolii, bruciori…ecc)

Solitamente i movimenti di flesso-estensione del collo, tendono a sovraccaricare la zona della cervicale bassa (C4-C5-C6-C7), e in tal caso il dolore può irradiarsi anche alle spalle; il mantenimento di una postura forzata/scorretta per lungo tempo solitamente tende invece a sovraccaricare la zona cervicale alta (C1-C2-C3), provocando a volte mal di testa (come ad esempio dopo molte ore davanti ad un monitor/pc)

Anche lo stress può spesso provocare cervicalgia, perché può portare a contratture, anche importanti, della muscolatura.

La diagnosi della patologia che provoca “mal di collo” è quasi sempre clinica. Dovrebbe essere fatta da un medico esperto, solitamente specialista in fisiatria, che molto spesso riesce a trovare la causa del dolore e proporre soluzioni di cura partendo dall’anamnesi del paziente, dal suo stile di vita e dall’esame obiettivo (movimento del collo attivo e passivo, valutazione della forza muscolare e valutazione neurologica); talvolta può essere necessario approfondire la valutazione con esami diagnostici specifici come radiografie, R.M.N., TAC.

Citiamo di seguito alcune delle principali cause di cervicalgia.

CERVICALGIA DA POSTURA SCORRETTA

La causa più frequente di dolore cervicale è legata ad abitudini posturali scorrette: oggi sempre più persone, trascorrono molte ore sedute davanti al computer o con il capo semiflesso durante l’uso di cellulari e tablet.

La postura è per definizione, la posizione del corpo nello spazio, la posizione ideale dei segmenti corporei è quella che consente di compiere le funzioni antigravitarie con il minor dispendio energetico.

Gli effetti dannosi di una postura scorretta si manifestano determinando modificazioni dell’apparato muscolo-scheletrico che possono evolvere in vere e proprie patologie.

Consigli per una corretta postura con dispositivi mobili e pc

Per garantire una postura corretta è consigliabile, quando si utilizza un dispositivo multimediale o si legge un libro, tenere l’oggetto che si osserva all’altezza degli occhi in modo tale da non dover inclinare il capo in avanti, alzarsi ogni 30-40 minuti e fare alcuni movimenti con arti superiori e collo della durata di pochi secondi.

Quando si usa per molte ore un computer o si lavora davanti ad un monitor:

  • la scrivania deve avere un’altezza adeguata per la propria statura
  • le gambe devono avere uno spazio sufficiente per potersi muovere e i piedi devono essere ben appoggiati al pavimento
  • il monitor deve essere posizionato DAVANTI alla persona che lavora
  • l’altezza del monitor deve essere alla stessa altezza del capo in modo tale che la linea dello sguardo sia perpendicolare al corpo
  • la distanza tra gli occhi e il monitor deve essere tra i 50 e i 70 cm
  • lo schienale della sedia deve avere un adeguato supporto lombare
  • gli avambracci devono essere appoggiati sul piano formando un angolo di 90° rispetto al tronco

CERVICALGIA E CONTRATTURA DELLA MUSCOLATURA DEL COLLO

Quasi sempre al dolore cervicale è associata una contrattura antalgica della muscolatura del collo: soprattutto a carico del muscolo trapezio.

Si tratta di un meccanismo riflesso che il nostro corpo mette in atto quando percepisce la presenza di un “pericolo” per proteggere il punto doloroso da sollecitazioni, la muscolatura si contrae. Questo meccanismo è alla base di un circolo vizioso poiché la contrattura, a lungo andare, è essa stessa causa di dolore. Il dolore e la contrattura muscolare determinano la presenza di limitazioni articolari del collo: il soggetto si sente “bloccato” e non riesce a girare il collo in una o più direzioni di movimento (lateralità sinistra, lateralità destra, flessione, estensione).
Talvolta questa condizione può portare anche ad episodi di cefalea.

ARTROSI CERVICALE O CERVICOARTROSI

E’ la più frequente patologia del rachide cervicale.

I primi segni di degenerazione iniziano a comparire dalla terza decade di vita e la progressione è lenta nel tempo.

Il processo degenerativo riguarda i dischi intervertebrali (che possono disidratarsi e diminuire di altezza) e le apofisi articolari.

La formazione di osteofiti provoca il restringimento del calibro dei forami di coniugazione.

Occorre sottolineare che la presenza di un’alterazione del rachide cervicale, documentata radiograficamente, non indica necessariamente che il paziente debba avere una sintomatologia dolorosa né tanto meno che il dolore lamentato dal paziente sia effettivamente dovuto all’alterazione anatomica riscontrata nell’esame diagnostico.

Molti studi presenti in letteratura scientifica evidenziano una scarsa correlazione fra esame radiologico e obiettività clinica: non sempre quanto evidenziato dall’immagine spiega tutto quello che sente il paziente e pertanto si dice che il medico “cura il paziente e non le immagini diagnostiche”.

Quindi bisogna capire che la diagnosi è un momento fondamentale e che deve essere precedente a qualsiasi trattamento che voglia agire sulla causa del dolore.

ERNIE CERVICALI

Altra causa di dolore cervicale può essere la presenza di ernie cervicali.

In generale un’ ernia è la fuoriuscita, in parte o in toto, del nucleo polposo di un disco intervertebrale mediante una fissurazione del suo anulus fibroso.

Il materiale erniario può comprimere le radici nervose e causare sintomatologia dolorosa e/o sensitivo-motoria agli arti superiori.

Le sedi più frequenti di ernia cervicale sono C4-C5, C5-C6, C6-C7.

Le cause più comuni di ernia cervicale sono:

  • trauma, colpo di frusta
  • sollecitazioni e carichi eccessivi sul capo e collo
  • ipostenia della muscolatura del collo e iperlassità legamentosa
  • fisiologico invecchiamento del disco intervertebrale legato all’età

Quali sono i sintomi di un’ernia cervicale?

In caso di compressione del midollo spinale, oltre al dolore, possono associarsi disturbi motori e sensitivi agli arti superiori quali:

  • deficit di forza all’arto superiore (a seconda di dove sia il danno può essere presente un calo di forza selettivo a carico di gruppi muscolari)
  • alterazione/asimmetria dei riflessi osteotendinei (ROT): questo viene valutato dal medico durante l’esame obiettivo neurologico durante la visita
  • ipoestesia tattile: il soggetto “sente meno” il tatto
  • ipoestesia termica: alterazione della sensibilità termica per cui il soggetto “sente meno” il caldo e/o il freddo
  • ipoestesia dolorifica: il soggetto avverte meno lo stimolo dolorifico
  • parestesie e disestesie. Sensazione di puntura di spillo, di bagnato, fastidio, bruciore, corpo estraneo o formicolio in assenza di applicazione dello stimolo (parestesia)

Cosa si può fare quando si soffre di cervicalgia?

Se non conosciamo la causa della nostra cervicalgia è fondamentale consultare un medico. Una volta nota la causa del dolore oltre all’approccio farmacologico nella fase acuta, può essere molto importante l’intervento di un fisioterapista che attraverso trattamenti manuali, osteopatici, massoterapici ed esercizi adattati e dosati al paziente può aiutare il processo di riduzione ed eliminazione della sensazione dolorosa.

Mercoledì 15 Maggio a partire dalle ore 20 presso il Poliambulatorio e Centro Riabilitativo FKTherapy di Ponte Taro di Noceto, in provincia di Parma, terremo l’ultima serata gratuita di approfondimento incentrata su “Correlazione fra le problematiche del rachide cervicale e cefalea”.

Se sei interessato a partecipare scrivici o chiamaci!